giovedì 26 febbraio 2015

UNA STORIA...MAGISTRELLI !


Cosa puo' accomunare Arthur Conan Doyle, il Titanic, Wilson Thomas e la Virescit Boccaleone?
No non e' una domanda del quiz delle 19, e' semplicemente un modo per dimostrare come il tempo segni irrimediabilmente la storia di questo mondo, intrecciando vicende su vicende, sempre piu' frenetico ed incline a dimenticare il passato...di qualsiasi tipo esso sia...
Ma facciamo un po' d' ordine: 1912, lo scrittore scozzese pubblica il suo romanzo " Un mondo perduto" del quale dal 1925 ad oggi  sono state girate almeno una decina di pellicole cinematografiche; il Titanic affonda mestamente nel suo viaggio inaugurale consegnandosi alla storia come uno dei fallimenti piu' clamorosi ed il politico Wilson Thomas vince le elezioni presidenziali d' America ( il 5 Novembre).
La Virescit invece vede la luce l' 8 Dicembre di quello stesso anno presso l' oratorio bergamasco del quartiere Boccaleone dove il sig. Testa svolge praticamente tutte le mansioni amministrative permettendo, con il suo preziosissimo lavoro, di ben figurare ed addirittura vincere varie competizioni a livello cittadino; sono anni di cambiamenti epocali, la guerra arriva inesorabile e chiede le vite di alcuni atleti, la societa' interrompe l' attivita' per riprenderla nel 1918 ed affiliarsi all' ULIC per la quale organizza tornei a livello giovanile.
L' umanita' non impara mai ed a poco piu' di vent' anni dalla fine del primo arriva il secondo e piu' cruento conflitto globale; la Virescit si ferma in attesa di tempi migliori che porteranno la data del 1949 quando si ricostituisce con il nome di Oratorio Boccaleone e si affilia al CSI; la maglia viola ed i calzoncini bianchi cominciano a farsi un nome sui campi dilettantistici locali e finalmente all' alba della stagione 1970-'71 l' allora presidente Mangili decide di affiliare il club alla FIGC e prendere parte al campionato di terza categoria...e' l' inizio di una favola!
Il nome dell' autore e' Alessandro Ghisleni il quale rileva il club da Mangili nell' estate del 1977, cambia la denominazione in Centro Giovanile Virescit Boccaleone passando in un batter d' occhio  dalla prima categoria alla serie D, vince infatti la promozione edizione 1980 con 21 vittorie in trenta giornate e sette lunghezze sulla seconda classificata, da ora la Virescit si misurera' con avversarie quali la Pro Gorizia, la Solbiatese e il Valdagno, tutte squadre con trascorsi in C ed addirittura in B.
La stagione 1980-'81 e' alle porte, la neopromossa Virescit forte della presenza in rosa dell' ex professionista Tiziano Mutti (ex di Inter, Genoa e Piacenza tra le altre) nel ruolo di libero, del futuro adepto di Zeman Adriano Cadregari, dei fratelli Astolfi (ala e terzino) e della garanzia tra i pali Albergoni e' decisa a ben figurare nel girone B della serie D; Montebelluna e Gorizia paiono non lasciare alcuna speranza di promozione ma il campo, come in moltissimi casi, dice un' altra cosa...alla 34esima i viola ed i trevigiani sono appaiati a quota 45 che vuol dire promozione in C2...roba da non credersi, la squadra di un quartiere tra i prof...
A questo punto la questione diventa davvero seria, dal Settembre '81 ci si misurera' con mostri sacri quali Casale (campione d' Italia 1914), Pavia, Lecco, Novara, Pro Patria e Carrarese ecc.; per ben figurare nella nuova categoria ci si affida al blocco che ha dominato la serie D e agli ordini del riconfermato mister Biffi restano quindi quasi tutti i protagonisti della precedente stagione. Si esordisce ad Imperia il 20/9 e davanti ad un' altra neopromossa i viola impattano 1-1, gara in difesa ( primo tiro attorno al 60') e a venti minuti dalla fine un traversone di Bonatti deviato da Marinelli garantisce il punto in classifica. L' esordio casalingo vede arrivare a Bergamo il quotato Savona di mister Pierino Cucchi, e pure quì finisce pari...una gara prudente permette di portare a casa un prezioso 0-0; il campionato prosegue in maniera regolare, la Virescit staziona stabilmente nel centro della classifica ma una piccola flessione nel finale porta ad un' inaspettata retrocessione, si arriva alla pari con l' Imperia (30 punti) ma la differenza reti negli scontri diretti condanna i bergamaschi ( 2-2 nella gara di ritorno).
L'estate 1982 insieme ad una vittoria mondiale attesa 44 anni porta nel quartiere Boccaleone la voglia di rivincita, di dimostrare che quell' approdo tra i prof. non e' stato casuale; il pres Ghisleni costruisce una squadra solida e che gioca a memoria col regista Roccatagliata a dirigere l' orchestra, in attacco il bresciano Simonini (da  Passirano) dimostra che l' Atalanta fa' bene a credere in lui e la difesa subisce pochissimi gol (18), ma tutto questo non basta...la corazzata Centese alla fine conta due punti in piu' e sale in serie C2. La differenza nello scontro diretto a Cento : 28/11/1982 1-0 per i ferraresi grazie a bomber Cleto.
Il patron non si arrende e per la successiva stagione insiste ancor piu' convinto che sia la volta buona, vicino a Simonini arriva Brambilla che con 19 segnature risultera' determinante per arrivare alla fine agganciati al blasonato Seregno a quota 47 (terzo il Leffe a 40); spareggio a Lodi il 20 Maggio e vittoria ai supplementari per 2-0...e' nuovamente C2!!
Agli ordini di mister Luciano Magistrelli (bergamasco ex calciatore della Dea) ci si prepara alla seconda avventura tra i prof., l' esperienza di tre anni prima ha insegnato molto e così non si ripetono piu' certi errori dovuti all' inesperienza...il complesso viola suona che e' una meraviglia, Simonini si scatena con 22 marcature, Roccatagliata da' spettacolo, Crotti e Bonacina garantiscono quantita' in mezzo al campo; risultato finale: si sale in C1! Il girone di ritorno e' spettacolare, la Virescit mette in fila tutti e si classifica prima davanti al Trento, in casa non perde mai e fuori si concede sei battute d' arresto...adesso a Bergamo ci sono due squadre!
Il "Comunale" viene diviso a meta' con la Dea e dalla stessa Dea, arriva il primo acquisto: Costanzo Barcella, il quale si e' messo in evidenza la stagione precedente nelle file della Civitanovese che ha perso lo spareggio per la promozione in C1 contro il Fano; gli altri innesti sono quelli di Zobbio (bomber dell' Ospitaletto), Carlo e Filosofi entrambi dal Piacenza. La composizione del girone mette paura solo a vedersi: Ancona, Parma, Piacenza e Modena sono solo alcuni dei nomi delle avversarie con cui si confronteranno i viola.
L' avventura parte il 22 Settembre, a Bergamo arriva il Padova ed e' subito gloria viola..2-1 e morale alle stelle, si perde poi a Modena (2-1 per i canarini) e alla quinta si impatta in casa con la corazzata Parma di Arrigo Sacchi..l' andata va' via che e' un piacere ed alla fine del girone la classifica e' la seguente: Parma 26, Virescit 22, Modena e Reggiana 21..Magistrelli e C. stanno incantando una citta' che di colpo si scopre ricca di due realta' distinte..il mostro sacro Atalanta e la simpatica ed irriverente Virescit Boccaleone; nel girone di ritorno un leggero calo mette fine al sogno della B, ma resta un gran campionato concluso in quinta posizione(saliranno in B Parma e Modena).
L' annata 1986/ '87 vede arrivare in casa viola Alberto Cambiaghi dal Varese, Monti e Nunziata dalle giovanili dell' Inter, Marino Palese dal Lecce, Claudio Foscarini dal Piacenza ( quì ha imparato probabilmente tutto cio' che mette in pratica a Cittadella..) e il bomber Adriano Mosele fresco di retrocessione dalla C2 col Leffe ed in cerca di un pronto riscatto; il prologo della stagione vede per gli uomini del riconfermatissimo Magistrelli l' avventura nella Coppa Italia dei grandi, e' un esordio assoluto per la Virescit ed il girone la vedra' contrapposta ai concittadini dell' Atalanta e poi Brescia, Genoa, Messina e Palermo..insomma un battesimo nel calcio che conta a tutti gli effetti.
Il 24 Agosto 1986 e' il giorno della partita impossibile, in un "Comunale" piu' curioso che mai la piccola Virescit sfida la dea, l' inizio e' traumatico, basta un minuto e Nunziata fa' autorete e all' undicesimo raddoppia Incocciati ma poi la truppa di patron Ghisleni si rimette in carreggiata e tiene il campo fino ad accorciare le distanze con Carlo al 62'; finisce così e tutti felici un' altro traguardo incredibile e' stato raggiunto.
Le altre gare della Coppa vedono una Virescit tonica e che da' filo da torcere a tutti, vittoria col Messina (2-0), sconfitta di misura a Brescia (1-0), pareggio importante al "Ferraris" contro il grifone (1-1 Domini per i rossoblu' e Tamellini per i Viola) e gran 3-0 ad un Palermo frastornato; si esce con l' onore delle armi.
In campionato invece non si ripete il volo della precedente stagione, 32 punti garantiscono una tranquilla salvezza ed il diritto a disputare un ' ulteriore campionato di serie C1...quello storico!
Estate 1987, in casa Boccaleone si pianifica la terza avventura tra i grandi della C, arrivano i giovani Didone' e Simone dal Como, Salvatori dalla primavera del Milan, Carpineti dal Pavia (che ha vinto la C2) e il navigato bomber Lele Messina dal Cosenza. L' obbiettivo e' ben figurare e valorizzare i ragazzi della rosa, ma il guru Magistrelli esagera plasmando un complesso che gira a meraviglia e mette paura a chiunque.
Esordio casalingo e 0-0 con il L.R.Vicenza, poi vittoria ad Ospitaletto e al "Comunale" col Fano, la Virescit vola e chiude l' andata al terzo posto dietro Spezia (24), Ancona e Monza (22); Simone segna con regolarita' ( con 15 centri si laureera' re dei bomber), Didone' regala giocate da serie A ( purtroppo poi si perdera'), Messina, Cambiaghi e Monti sono sempre tra i migliori. Il ritorno e' condotto sempre ai massimi livelli tanto che  alla penultima giornata Virescit, Ancona e Monza sono appaiate a quota 43 al comando della classifica; nell' ultimo turno i Dorici si sbarazzano di un demotivato Livorno (3-0) ed i Brianzoli espugnano il "Coppi" di Tortona (0-1), i vciola invece crollano inspiegabilmente a Ferrara (1-4) al cospetto di una Spal solo apparentemente rassegnata...sara' spareggio con la Reggina ( terza nel girone B) ma si ha gia' il sospetto di aver perso l' appuntamento con la storia...
12 Giugno 1988, Perugia stadio "Renato Curi"...La Reggina manca dalla B da 14 anni e, come tutte le squadre del sud, e' sostenuta da un calore tutto particolare, 20000 sostenitori sono giunti dallo stretto nonostante quello stesso giorno Papa Woityla visitasse la citta' calabrese. A Bergamo l' attesa e' diversa, il Quartiere Boccaleone e' tinto di viola gia' da qualche giorno e nove pullman piu' un treno di macchine sono pronti a portare in Umbria un migliaio abbondante di tifosi...l' avvenimento e' effettivamente imperdibile, nel settore dei sostenitori viola viene sistemato uno striscione viola recante la scritta "GRAZIE VIRESCIT" che da' gia' un' idea di quanto per la gente bergamasca vada bene così.
Trentalange fischia l' inizio ed un mare di pensieri, sensazioni e ricordi si saranno aggrovigliati nella testa della bandiera viola Tommaso Astolfi, lui e' lì dalla prima promozione in C2, ha vissuto ogni istante di questa avventura..la retrocessione dalla stessa C2, la delusione di Cento, la doppia risalita...tutto! Non gioca tanto, ma Magistrelli sa' che quando lo chiama lui c'e'..e' la Virescit quel terzino!
La gara entra subito nel vivo, passano dieci minuti ed un fallo al limite dell' area permette al reggino Bagnato di calciare una punizione.. Dal Bello intuisce, tocca, ma il soffio di ventimila cuori amaranto spinge la palla in rete; la Virescit e' scossa, passa un brutto quarto d' ora ma poi pian piano si rimette in careggiata, Adami si rende pericoloso con una girata in area che si spegne di poco a lato; passa il tempo ed i calabresi resistono, e a meno otto dal termine Tarcisio Catanese (entrato poco prima al posto del peperino Onorato) trasforma una ripartenza con un tocco che beffa ancora Dal Bello.
Al fischio finale il campo e' invaso dai tifosi reggini e l' immagine che resta dei viola e' sintetizzabile nelle lacrime di patron Ghisleni e nel senso di impotenza di Didone' e c. affranti sul campo; il sogno e' rimasto tale.
Ripartire dopo cotanta delusione non e' senz' altro facile ma il presidente non molla, cambia denominazione in Virecit Bergamo ed affidandosi ancora a Magistrelli rinnova la sua creatura per affrontare il nuovo campionato di C1; arrivano il bomber Igor Protti dal Livorno, Casagrande dal Padova (ormai al termine di un' ottima carriera), Il prolifico Cornacchini dalla Reggiana, Foschi dalla Lazio, Nava dal Milan primavera, il talentuoso Marcellino dal Barletta ed il funambolico Talevi dall' Ancona ( talento mai sbocciato ai piani superiori).
Il primo ostacolo e' la Coppa Italia maggiore, la formula e' ancora a gironi ed i bergamaschi vengono inseriti con Avellino, Pisa, Ancona, Fiorentina e nuovamente il Genoa; si comincia con un 1-1 contro gli Irpini (cornacchini per i viola) per poi proseguire con un altro 1-1-col Pisa (ancora Cornacchini), una sconfitta di misura con i Dorici (1-0), un sonoro 0-3 con la viola toscana (giocata a Pistoia) e chiudere con una prestigiosa vittoria casalinga a spese dei Grifoni rossoblu' che domineranno la B agli ordini del Professor Scoglio ( 3-2 reti di Cornacchini, Messina ed autogol di Torrente).
Le premesse per fare bene in campionato ci sono tutte, invece la squadra balbetta ed arriva alla penultima giornata con un solo punto di vantaggio sui bianconeri del Derthona.. all' ultimo turno pero' il Mantova al "Martelli" non concede nulla e batte per 2-1 i viola mentre i piemontesi vincono in casa opposti ad un tranquillo Montevarchi (4-2)...e' retrocessione in C2...
La stagione '89/ '90 così vede la Virescit ripartire dalla categoria inferiore, Astolfi ha salutato la compagnia ed i nuovi arrivi si chiamano: Paradiso ( scuola Inter ed ex Siena e Samb tra le altre), Polverino ( stopper d' esperienza), Obbedio, Maurizi ( punta giramondo della C), Bottazzi (che sara' protagonista poi nella Spal), Marchetti e Roccatagliata ( di ritorno dall' avventura al Piacenza). La stagione non e' delle piu' facili e con addirittura tre allenatori (Sonzogni, Cade' e Danova) non si va' oltre un anonimo tredicesimo posto, da segnalare gli 11 gol di Marchetti.
Proprio l' ultimo allenatore della precedente stagione, Danova, e' la scelta da cui ripartire per la successiva stagione '90/ '91; agli ordini del mister arrivano Olivares ( piu' tardi in A col Bari), Paladin (centrocampista), il cugino di Igor, Stefano Protti, Scienza e Spelta, insomma..una squadra che non dovrebbe soffrire le pene dell' inferno per ottenere una tranquilla salvezza; ed infatti così e'..undicesimo posto con 32 punti conquistati.
Per il '91/ '92 torna in panchina il guru Luciano Magistrelli ( di ritorno dalle esperienze con Spal e Legnano) ma niente va' come tutti si aspettano... Olivares e Roccatagliata guidano un gruppo che non funziona come dovrebbe e così la Virescit arriva alla fine appaiata sul fondo con i Vicentini del Valdagno con i quali si deve giocare uno spareggio che garantisce l' accesso ad un' ulteriore fase di spareggi per non retrocedere in D.
Si gioca a Fiorenzuola d' Arda il 24 Giugno 1992 ma i viola soccombono per 2-1...e' la fine dell' avventura tra i professionisti...
Si e' chiusa un' era, si deve ricominciare dalla D ma il patron Ghisleni forse e' stanco..sono stati anni intensi, vissuti febbrilmente, sfibranti per certi versi; si costruisce la squadra e si ricomincia, il girone e' duro Bassano, Bolzano, Treviso, Cittadella e Lumezzane ambiscono tutte a salire tra i prof., ce la faranno i Padovani che batteranno allo spareggio i Bresciani per 2-1. La Virescit tiene botta tutto l' anno e per soli due punti non finisce pari alle due corazzate (46 a 44), ha la miglior difesa (18 reti subite) ma un attacco che fa' fatica a fare gol (il bomber e' Grandi con 9 gol, poi Boninsegna a 8)..e' la fine!
Come fanno i grandi anche la societa' decide di dire addio lasciando un bel ricordo a coloro che le hanno voluto bene, che l' hanno seguita o semplicemente simpatizzata, Ghisleni in estate cede il titolo sportivo all' Alzano di patron Morotti che da' così vita all' Alzano Virescit...arrivera' la C e poi anche quella B che i viola hanno solo accarezzato...ma questa e' un' altra storia....












martedì 10 febbraio 2015

POLVAR DA SPARO....

POLVAR DA SPARO...




Torviscosa (UD), terra di confine, di fatica e di lavoro...terra di bonifiche fasciste, di opere da propaganda del ventennio piu' influente della nostra giovine storia nazionale. Ma anche terra di attaccanti.. e' infatti da quì che parte l'avventura di Dario Polvar, bomber anni '70 prodotto del vivaio della Saici ( poi Snia) che da' lavoro a tutto il paese e riempie il tempo libero dei frut ( bambini ) della zona; Polvar viene su' con la nidiata dei due Musiello ( Giuliano e Mario ) che avranno piu' fortuna o, come confessa candidamente lui, semplicemente piu' talento di lui.
Lo recupero telefonicamente un Sabato mattina, quì nella mia Liguria di alta quota nevica e fa' freddo...il mio bimbo ha appena finito il bagnetto ed io mi congedo un attimo dal mio ruolo di padre per abbracciare, per una mezz'oretta, quello di giornalista ( ovviamente dilettante ed appassionato) che, potessi tornare indietro....ma vabbe' ....compongo il numero ed in un attimo sono a 475 Km da casa :
 D : Buongiorno Signor Polvar, e' pronto per un viaggio nel tempo?
 R : buongiorno, certo...eccomi quì...
 D : Iniziamo dal principio, come comincia la storia di Polvar ?
 R : Faccio parte della generazione del dopoguerra, il calcio era il gioco principale per noi..si giocava ovunque, ed io, come tutti, entrai giovanissimo nelle file della squadra del paese che era gestita dalla Saici (ditta che produceva la cellulosa attraverso la lavorazione della canna).
 D : Fino ad arrivare alla prima squadra...
 R : Esattamente, ci arrivai giovanissimo (17 anni n.d.a.) ..un paio di campionati di buon livello ed arriva la chiamata del Verbania.
 D : La prima avventura tra i prof., come ando'?
 R : Fui segnalato da osservatori ma forse ero troppo giovane ed acerbo...iniziai bene ma poi venni messo da parte, fu comunque una scuola formativa.
 D : L' anno dopo si torna in D, a Trento, e Polvar e' protagonista nella vittoria del campionato...
 R : Fu' una bella stagione, la squadra era forte ed io riuscii a dare il mio buon contributo. Primo posto alla pari col Pordenone e vittoria allo spareggio (2-0).
 D : La riconferma pero' non arriva, perche'?
 R : Onestamente non me l'aspettavo,non so' perche'..mi dirottarono alla Vis Pesaro e dovetti andare...ai miei tempi non si poteva scegliere...
 D : Nelle Marche dura poco..
 R : Non mi ambientai da subito, non mi piaceva niente, litigai coi dirigenti..feci una partita (il derby col Fano n.d.a.) poi chiesi cortesemente di essere avvicinato a casa.
 D : E la mandano all' Oltrisarco di Bolzano...lì esce il bomber..che ambiente ha trovato?
 R : Era tutto molto familiare..l' Oltrisarco era una squadra che rappresentava un quartiere di Bolzano, zero pressioni e voglia di divertirsi..era cio' che mi ci voleva..tre stagioni di alto livello con piu' di quaranta gol.
 D : Ed ecco che la nota lo Juniorcasale...gloriosa societa' piemontese...
 R : Lì allenava Sergio Vatta, un grande conoscitore di giovani..mi conosceva perche' avevo fatto parte di varie rappresentative e decise di chiamarmi...
 D : E lei?...
 R : Presi l'auto e via, direzione Casale Monferrato a parlare con la societa'...non ero mai stato in quella zona, era lontano da casa mia, feci un casino per trovare la sede eh eh mi ero perso per la citta'..ma trovai subito l'accordo.
 D : Si ambiento' subito?
 R : Sì, a Casale fu' subito tutto facile; la gente mi aiutava e strinsi immediatamente amicizie sincere che durano ancora oggi..mi sento tuttora con i fratelli Gullotto che all'epoca avevano un'autoricambi.
 D : E della squadra conosceva qualcuno?
 R : No, nessuno...ero fuori zona eh eh..
 D : Primo anno e promozione, che annata fu'?
 R : Straordinaria e particolare assieme; iniziai bene ma ad un certo punto mi ammalai, mi colpì un virus ( Brucellosi) che mi tenne fuori 40 giorni, alcuni trascorsi in isolamento presso il nosocomio cittadino. Una volta uscito feci tre giorni di camminate e alla Domenica mister Vatta mi getto' subito nella mischia, lì ho capito quanto ero importante per la squadra.
 D : Sette gol e coppia d' oro con Grillo...
 R : Eravamo complementari, se non segnavo io ci pensava lui...
 D : Testa a testa con l' Albese, dura tutto l' anno e il 12/ 5/ '74 c'e' lo scontro diretto al "Palli"..
 R : Lo ricordo come fosse ieri, quel giorno ci saranno state minimo 8000 persone, gente ovunque pure a bordo campo; comincia e dopo un minuto siamo in vantaggio grazie a Granai...era una bolgia, sul finire del primo tempo ci procuriamo un rigore, prendo la palla e...
 D : E?...
 R : La metto dentro...e' venuto giu' lo stadio, non avevo mai visto niente del genere.
 D : Finalmente questa volta arriva la riconferma...per lei e' l'esordio da protagonista in C...
 R : Gia', il '74/ '75 fu' una stagione con l' obbiettivo della salvezza, ci riuscimmo dopo un cambio di panchina ( Vatta esonerato e subentra Omero Tognon), un campionato sofferto ma, a suo modo, bellissimo.
 D : 29/ 9/ '74, Juniorcasale-Vigevano 2-0..lei mette la firma sulla vittoria tra i prof. che a Casale mancava da piu' di undici anni..
 R : Fu' la prima vittoria in campionato, l'inizio della battaglia eh eh...
 D : 1975/ '76  il suo terzo anno, segna 11 gol e vi salvate bene..il mister e' Vincenzi..
 R : Gran stagione quella, Vincenzi aveva le sue idee e ogni tanto mi teneva giu', ma ti dava sempre la motivazione..mai un urlo fuori posto, mai un rimprovero banale...bravo mister e gran brav' uomo.
In campionato poi segnavo tanto, andavo a mille eh eh...
 D : Purtroppo pero' stavolta la conferma non arriva, la dirottano a Vigevano..
 R : Non ci volevo credere, mi avvicina un dirigente e mi dice che devo andare al Vigevano (serie D) perche' in nerostellato non c'e' piu' posto per me...me lo hanno imposto.
 D : Come la prese?
 R : Malissimo, io da Casale non me ne sarei mai andato, probabilmente avrebbe svoltato pure la mia vita..stavo bene e mi ci sarei fermato anche dopo....
 D : Comunque poi a Vigevano non ando' poi così male, 19 gol e terzo posto..
 R : Sul campo facemmo un miracolo, tenemmo testa al Trento per quasi tutta la stagione; poi perdemmo il big match in casa e finimmo terzi dietro anche al Legnano. Ma la societa' pagava malvolentieri e l' ambiente non era sereno.
 D : Ed arriva una telefonata dalla Toscana...
 R : Sì, precisamente da Montevarchi, sempre serie D...
 D : Ci racconti...
 R : Mi volle l' allenatore Costanzo Balleri, ero ormai un buon nome per la categoria, andai a parlare con la mia macchina ma dopo il primo incontro ero scoraggiato..dissi a mia moglie " no no, quì non capisco nemmeno quello che dicono..io non ci vengo"
 D : Ed invece?
 R : Balleri mi convise e fu' l' inizio di una fantastica avventura, salimmo nella neonata serie C2 e realizzai, come a Vigevano, 19 reti risultando secondo solo a Cacciatori della Carrarese ( poi approdato in A al Perugia, n.d.a.).
 D : Resta ed arriva pure il salto in C1..
 R : Era una gran bella squadra, l' entusiasmo era alle stelle e arrivammo a fine campionato dietro alla sola Sanremese ma alla pari con Cerretese, Sangiovannese, Imperia e Carrarese...incredibile...
 D : Gli spareggi interminabili...
 R : La lega ci fece fare un girone a cinque che duro' da meta' Giugno a inizio Luglio, ma anche quì dopo le quattro partite eravamo tutte appaiate a quattro punti, roba da non credersi...
 D : Così si va' avanti...
 R : A quel punto la Cerretese rinuncia e ci fanno fare semifinali e finale, noi vinciamo a Viareggio contro l' Imperia e ci attende la finale con la Carrarese..
 D : Che gara fu'?
 R : Si gioco' a Pistoia, una bolgia..finì pari (2-2) ma ai supplementari passammo noi, io purtroppo non venni convocato per scelta tecnica.
 D : Finisce la stagione e Polvar non si ferma in C1, torna a casa...
 R : Avevo ormai trent' anni e non me la sentivo di affrontare un campionato con trasferte lunghe fino in meridione, mio figlio iniziava la scuola e così chiesi alla societa' di lasciarmi libero..tornavo a casa...
 D : E così inizia una nuova carriera nei dilettanti...
 R : Si, e' molto diverso come mondo, giocavo per divertimento con persone che lavoravano tutto il giorno. Dovevo inventarmi le giocate, uno o due compagni per squadra li avevo bravini gli altri...be', ci provavano eh eh...
 D : Ha continuato comunque fin oltre i quarant' anni..
 R : Mi piaceva, mi incavolavo se perdevo ma mi divertivo ancora...
 D : E dopo il calcio?
 R : Ho lavorato fino alla pensione.
 D : Conclusioni, l' anno piu' bello..
 R : Il primo a Casale, promozione fantastica.
 D : La vittoria piu' bella..
 R : Quella al "Palli" con l' Albese, ma anche a Montevarchi ho fatto partite indimenticabili
 D : La delusione piu' grande..
 R : Di delusione non parlerei, ma l' essere stato accantonato dopo tre anni da protagonista a Casale mi ha amareggiato tantissimo, e pure a Trento, dopo la vittoria della D sarei rimasto volentieri.
 D : Il giocatore piu' forte con cui ha giocato..
 R : Senza dubbio Bressani del Montevarchi, con lui sapevi dove arrivava la palla..era uno spasso, talmente forte che quando Orrico da Carrara ando' in A all' Udinese lo volle con se'. Meritava di piu'.
 D : Rimpianti?
 R : Nessuno, forse solo quello di non aver calcato campi piu' prestigiosi. Bressani anni dopo mi confesso' che a Udine Orrico aveva chiesto di me...chissa'...peccato..
 D : E oggi Polvar che fa'?
 R : Il nonno, ho un nipote che gioca ed e' appassionatissimo di calcio e mi diverto a raccontargli le mie avventure, lui mi ascolta ed e' estasiato.
 " Grazie mille signor Polvar, ora chiudiamo..la moglie mi chiama per il pranzo.."
" Anche la mia, a risentirci ed un augurio al Casale, quella stella ce l' ho nel cuore!"