mercoledì 27 settembre 2017

       Teodoro Piccinno



Ottobre 1966, è appena incominciato il campionato di prima categoria ed anche in Puglia le contendenti si danno battaglia per assicurarsi l'accesso alla serie D della successiva stagione; il girone B vede partecipare blasonate società come Noci, Galatina e Tricase, ma ad avere la meglio sarà la piccola Poggiardo (6000 abitanti e poco più in provincia di Lecce) sostenuta dall'entusiasmo di un presidente appassionato e da tutta la comunità, volerà in D e ivi resterà fino al 1973 battagliando fieramente con società del calibro di Trani, Barletta, Monopoli e così via.
Proprio qui (a Poggiardo) il 27 di Ottobre di quel 1966 vede la luce Teodoro Piccinno che di li a vent'anni porterà il nome di Poggiardo sugli almanacchi Panini, chissà che la passione e le capacità non gli siano state trasmesse dal magico fluido calcistico che imperava in paese in quegli anni.
Teodoro col pallone ci sa fare e nel 1980 lo troviamo già militante nel settore giovanile dell'Inter, la carriera professionistica è ancora una chimera ma coltivandola con la giusta mentalità si avvicina sempre più ed infatti nella stagione 1983/84 fa parte della primavera nerazzurra di mister Cella che vede con lui futuri big come Calcaterra e Cucchi nonché il promettentissimo Civeriati, un fiore che non sbocciera' purtroppo mai. La stagione successiva mister "foglia morta" Mariolino Corso lo mette in bella evidenza ancora nella primavera (Ciocci, Minaudo, Manicone e Pizzi tra i nuovi compagni) tanto che Ilario Castagner lo convoca un paio di volte come riserva in serie A; il mese magico è Gennaio e tra il 20 ed il 27 Piccinno colleziona due panchine in campionato (entrambe col 14 sulle spalle) contro l'Atalanta e al Partenio di Avellino e l'esordio nell'olimpo pallonaro pare dietro l'angolo, il destino però non gli darà altre occasioni e così al termine di una stagione comunque positiva per il giovane difensore si spalancano le porte della C.
Ad aggiudicarsi le prestazioni del giovane è il Brindisi di mister Ansaloni reduce dalla vittoria del campionato di C2 e desideroso di far almeno sognare la B che in città hanno visto ai tempi di Fanuzzi; la squadra è di buon livello, e con il portiere La Veneziana alle spalle coadiuvato da compagni di reparto come Borsani, Argentieri e Michelini c'è solo da imparare, a fine campionato le presenze per Teodoro sono solo 10 ma i 2 gol dimostrano ampiamente che la voglia di emergere non manca. La stagione seguente è ancora vissuta con addosso la maglia biancazzurra, inizialmente cambia la guida tecnica (arriva Gigi Boccolini) ma poi torna Ansaloni e si rivive un'altra stagione pressoché tranquilla, ormai Piccinno ha la giusta dose di esperienza per risultare tra le colonne della squadra tanto che a fine stagione le presenze sono 27, stavolta senza gol ma con la certezza di aver contributo a formare un futuro campione del calibro di Antonio Benarrivo che proprio in quell'anno si affacciava sul palcoscenico dei grandi.
La stagione 87/88 vede Piccinno  accettare l'offerta del Nola compagine dell'hinterland napoletano in ascesa che però disputa il campionato di C2, pare un declassamento ma in realtà è un'esperienza che forma ulteriormente il difensore salentino; il girone è dominato dal Palermo di Caramanno desideroso di risalire velocemente verso categorie più consone al blasone rosanero ma il Nola non sfigura, dopo un girone d'andata chiuso in quinta posizione rallenta un pochettino al ritorno e chiude ottavo, risultato comunque positivo e che soddisfa una tifoseria che ha deliziato delle giocate del fantasista Dalla Buona, delle parate di Pagliarulo e delle reti della coppia Fabbiano-Morello; Piccinno con 33 gare (e 3 reti) è tra i più presenti e positivi tanto che a fine stagione arriva il doppio salto in serie B..le aquile di Catanzaro hanno bisogno di questo giovane virgulto. I giallorossi col Nola hanno concluso l'acquisto di Chiarella un paio d'anni prima (20 gol in C2 nel 1986) e sanno che li si pesca sempre bene.
L'arrivo in Calabria coincide con l'esordio in B che avverrà al "Dino Liotta" di Licata l'11 Settembre 1988 (0-0), la squadra è buona visto che si regge sulla' estro di "baffo" Palanca, sull'affidabilità del portiere Zunico, e sul pragmatismo di gente del calibro di Netzer-Nicolini, Miceli, Cascione ecc, Piccinno ritrova pure Civeriati e dopo un inizio "alla grande" con vittorie e pareggi la squadra si perde un po chiudendo la stagione a metà classifica. Teodoro contribuisce comunque in maniera pesante e Il 6/11/1988 firma addirittura l' 1-0 con cui viene battuta la Sambenedettese; per lui al termine del campionato si contano 23 presenze (22 da titolare) e la suddetta rete.
Pare solo l'inizio di una carriera vissuta ai "piani alti" invece l' 89/90 riserva a Piccinno un piccolo salto all'indietro, inizia il campionato di B ancora a Catanzaro e mette assieme sei gettoni di presenza (tutti dall'inizio) poi a Novembre accetta l'offerta di una Casertana ambiziosa che disputa la serie C1 salutando la compagine calabrese già afflitta da problemi economici e destinata ad una retrocessione che innescherà una serie infinita di problemi.
L'arrivo alle porte della reggia coincide con uno dei periodi di massimo splendore del calcio casertano, in quel 89/90 si trova come compagni assi del calibro di Ravanelli, l'ex 12 pisano per antonomasia Grudina, Suppa e Brandani; agli ordini del guru Caramanno i falchetti disputano un girone di ritorno a dir poco strepitoso che li vede inanellare 10 vittorie fila le quali però non bastano a togliere la promozione a Taranto e Salernitana anche per via di due punti di penalità che i rossoblù si portano appresso. Ben presto Piccinno diventa un idolo della tifoseria e l'annata successiva entra di diritto nella storia del calcio Casertano essendo protagonista dell'undici che riconquista la B dopo un ventennio agli ordini del "rosso di Ponsacco" Adriano Lombardi, la città è euforica tanto che al "Pinto", in occasione della gara decisiva (contro il Monopoli) marcano presenza 15000 cuori rossoblù i quali esplodono di gioia al triplice fischio finale; sulla scia dell'entusiasmo Teodoro accetta di buon grado la permanenza anche per la B ed il primo Settembre 1991 è titolare nella gara che a Pisa vede tornare (e trionfare2-3) in B i falchetti, vive un'annata tutto sommato positiva collezionando 24 presenze (9 intere) e mettendo a segno una rete nel 2-4 subito all'Adriatico di Pescara, il tabellino personale però è frenato da ben sei turni di squalifica rimediati a causa di tre espulsioni (contro Lucchese, Lecce e Taranto) e che ne fanno il più bersagliato della squadra  (al pari di Petruzzi)  dal giudice sportivo; l'avventura coi falchetti termina nel "tragico" pomeriggio di Ascoli il 20 Giugno 1992 quando un gol di Totò Fresta al 111' indirizza la salvezza in direzione Taranto (2-1 per gli jonici), quel giorno Piccinno rileva al 52' Erbaggio ma nulla può per mantenere in B la Casertana.
Scherzi del destino il 92/93 vede Piccinno passare proprio al Taranto per disputare ancora la serie B, gli jonici non intendono soffrire come la precedente stagione e cercano di allestire una formazione degna di un buon campionato; assieme al difensore di Poggiardo troviamo il fantasista Ciro Muro (detto Murodona ai tempi del Napoli), il guerriero Amodio, Camolese, Enzo, Murelli e il portiere Simoni, qualcosa però non gira per il verso giusto e il Taranto staziona tutta la stagione nei bassifondi della classifica fino a retrocedere con appena 27 punti; per Teodoro si contano 34 gare senza nessuna rete l'ultima delle quali, il 13/06/1993, a Cesena e vinta 0-2 sarà il congedo personale dalla categoria.
La stagione seguente infatti Piccinno scende in C1 a Casarano dove il ds Pantaleo Corvino ha allestito una formazione in grado di togliersi diverse soddisfazioni, compagni di quell'avventura sono l'ex leccese Levanto,il promettente attaccante Vadacca, il granitico stopper Serra (già compagno a Caserta) e un giovane Orlandoni; il quarto posto a fine andata si trasforma in settimo al termine del campionato e Piccinno con 30 presenze è tra i cardini della squadra di "Dustin" Antonelli; a fine stagione accetta la riconferma ma l'arrivo di Viscidi sulla panchina cambia le prospettive e cosi approda a campionato in corso alla corte del Barletta della sciagurata gestione Perina; agli ordini di Mario Russo si mette a disposizione della causa biancorossa dove trova marpioni di categoria come il pratico Natale o il libero Tomasoni uniti a giovani di prospettiva quali Colasante, il portiere Betti ed il mediano friulano Marcuz, la stagione è comunque da brividi e solo un ottimo girone di ritorno permette al Barletta di evitare la lotteria dei play-out; Piccinno dopo le iniziali dieci presenze a Casarano mette insieme 16 gettoni in biancorosso.
Il ritorno di Antonelli sulla panchina casaranese coincide con quello di Piccinno che con indosso i colori rossoblù diventa un vero idolo del "Capozza" e nonostante la stagione sia anonima (Antonelli viene avvicendato da Scorsa) il jolly di Poggiardo mette una dietro l'altra 32 presenze che gli valgono un' ulteriore conferma per la stagione successiva in un Casarano targato Cadregari e con in rosa nomi del calibro di Chiappara, Pittalis ed il compaesano (di Poggiardo anche lui) Raffaele Quaranta ex Fidelis Andria; a Gennaio però arriva la chiamata del Carpi guidato da un giovane Gigi De Canio e che sta strabiliando nel girone settentrionale della C1, Piccinno al pari di Pellegrini (dall'Udinese) e Di Cunzolo (dalla Battipagliese) rappresenta un rinforzo importante nella caccia alla battistrada Treviso che guidata da Pillon in panchina ed Ezio Rossi, Padella e Fiorio in campo sta facendo campionato a sé. A Carpi Piccinno trova un ambiente ideale e con compagni come Landonio, Pulga e Masitto entrerà nel cuore della tifoseria biancorossa sfiorando un'incredibile promozione in B mancata solamente a causa di un'inopinata sconfitta in finale play-off ad opera del Monza di Gigi Radice e macchiata dal sospetto di un "finale pilotato" che rende ancora più amaro il boccone da ingoiare; per il difensore pugliese le presenze sono 16 in campionato più quelle negli spareggi compresa la sfortunata finale di Ferrara  dove gioca titolare venendo sostituito ad una manciata di minuti dal 90'.
Il richiamo di Casarano ha ancora una volta la meglio e Teodoro rientra tra le fila rossoblù per disputare l'ennesimo campionato di C1, la rosa è senza dubbio discreta infatti in squadra si trova il talento di un giovanissimo Miccoli unito all'esperienza di due vecchi marpioni come "Rambo" Policano ed Antonio Nobile (passato anche nell'Inter del Trap) ed ancora la punta Delle Donne, il centrocampista Imbriani fino al portiere Spagnulo ma le cose non girano bene; per il presidente Filograna i tempi belli sono passati e sul campo si vede, la squadra giunge ultima nonostante il cambio di guida tecnica (De Pasquale sostituirà Petrelli) e sprofonda in C2 dove la stagione successiva bissa l'ultimo posto abbandonando definitivamente il calcio professionistico, per Piccinno un biennio difficile anche sul piano personale tanto che in due campionati mette assieme la pochezza di 17 presenze, decisamente in controtendenza con il passato dove aveva sempre giocato con continuità.
Chiuso il lungo capitolo casaranese Piccinno si trasferisce a Nardò in una società reduce da una tranquilla salvezza e che ambisce a mantenere la categoria, in squadra ritrova Levanto (già a Casarano) e calciatori come Mitri, Affuso e Bucciarelli, ce ne sarebbe per disputare un tranquillo campionato ma la compagine granata naviga nei bassifondi della graduatoria, Onorati viene sostituito in panchina da De Pasquale il quale però non riesce ad evitare la coda dei play-out che mettono il toro di Puglia (soprannome del Nardò) di fronte alla Turris la quale avrà la meglio nel doppio confronto  vincendo in casa 2-1 e pareggiando in terra di Puglia 2-2; in estate arriverà poi il ripescaggio grazie al fallimento del Saronno (girone A) ma le strade di Piccinno (20 presenze in campionato) e del Nardò sono già divise, il calciatore ha infatti accettato la proposta del Taurisano che si appresta ad affrontare un agguerrito girone H della serie D che vedrà dominare Martina e Frosinone (saliranno in C2 i pugliesi) davanti al suo vecchio Casarano; per il Taurisano invece arriverà una triste retrocessione al penultimo posto davanti solamente ad un Barletta in disarmo, lo score personale per il difensore sarà di 11 presenze ed un gol.
L' annata 2001-02 vede il difensore di Poggiardo accordarsi con la Pro Italia Galatina sempre in D, ma anche qui la stagione non andrà per il verso giusto e con soli 34 punti la società leccese si classificherà terzultima davanti ad Altamura e Pisticci accompagnandole nella discesa in Eccellenza, per Piccinno 23 presenze e la quinta retrocessione consecutiva sul campo decisamente troppo per un ottimo giocatore come lui.
Chiude il capitolo da calciatore accettando ancora un anno a Francavilla Fontana in Eccellenza, qui disputa una stagione tranquilla conclusa con un ottimo 7' posto a 20 punti dalla vincitrice Bitonto che arresta la catena di retrocessioni che lo perseguitava da anni. Smessi i panni del terzino-jolly Piccinno si cimenta per un breve periodo nella carriera da allenatore ma poi si allontana da un mondo che lo ha visto protagonista sui campi per quasi trent'anni; oggi vive nella sua Poggiardo e si occupa di tutt'altro (promotore finanziario) ma con l'amore per il pallone tatuato in un cuore "dimenticato" per metà a Caserta e la consapevolezza di aver lasciato un ottimo ricordo ovunque ha giocato.